Interno familiare, il film di Paolo Coletta presentato ieri, 19 ottobre, alla 21ª Festa del Cinema di Roma nella sezione Freestyle Film, opera prima del regista, è tratto dall’omonimo racconto di Anna Maria Ortese, contenuto nella raccolta Il mare non bagna Napoli, e trasforma una vicenda intima in una riflessione sul tempo, sulla libertà e sulle possibilità che la vita sembra concederci, talvolta, soltanto quando crediamo di averle perdute.
“Il film racconta un tempo brevissimo: poco più di ventiquattr’ore nella vita di una giovane donna. Eppure, nel racconto di Anna Maria Ortese, dentro questo intervallo minimo si produce una perturbazione capace di mettere in discussione un’intera esistenza”.
Al centro della storia c’è Anastasia Finizio, interpretata da Marianna Fontana, una giovane donna indipendente, proprietaria di un negozio, e molto legata a una famiglia che dipende interamente da lei: un vincolo affettivo che, nel corso degli anni, l’ha portata a sacrificare una parte importante della propria libertà.
La notizia del ritorno di Antonio Laurano, l’uomo che in passato le aveva fatto immaginare una vita diversa, riapre una ferita mai del tutto rimarginata. È allora che il presente comincia a confrontarsi con il passato e con tutto ciò che avrebbe potuto essere.
“Fin dall’inizio il mio interesse si è concentrato sul movimento interiore di Anastasia e sulla possibilità che ciò che accade dentro di lei acquistasse progressivamente una consistenza tale da contaminare la realtà stessa del film. Il ricordo diventa desiderio, il desiderio produce immagini, le immagini acquistano la concretezza dell’esperienza, rendendo sempre più incerto il confine tra ciò che Anastasia vive e ciò che immagina”.
Uno degli aspetti più interessanti del film è la sua natura musicale. Interno familiare non è un musical in senso tradizionale: è un’opera in cui parola e canto si alternano, aprendo il quotidiano a una dimensione immaginifica. La musica diventa così uno strumento narrativo capace di dare forma ai pensieri e alle emozioni che non riescono a trovare espressione nella realtà.
Coletta guarda al realismo magico di Ortese per costruire un racconto in cui il confine tra ciò che accade e ciò che viene immaginato si fa progressivamente più sottile.
Accanto a Marianna Fontana, il cast comprende Mariangela D’Abbraccio, Giovanna Sannino, Peppa Talamo, Ludovica Schiano di Zenise, Stanislao Capissi e Viviana Cangiano.
Prodotto da Leocadia, Mad Entertainment e Mact Productions, in coproduzione tra Italia e Francia.


